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Ultima chiamata per l’UE per l’avvio di un processo di pace nel mediterraneo allargato

Giovedì, 17 Settembre 2015 07:07 Scritto da  dimensione font riduci dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font aumenta la dimensione del font

A cura dell’Amb. Antonio Badini

C’è un chiaro peggioramento nella situazione mediorientale che rende urgente l’avvio di un convincente processo di consultazioni dell’occidente, e dell’Ue in particolare. L’assenza di un progetto europeo ha già prodotto seri danni. Ancora una volta si è attesa una nuova emergenza dei flussi, via terra soprattutto in questa fase, per la convocazione di un altro vertice europeo straordinario. Si continua in tal modo a rincorrere gli eventi con misure parziali e tardive  anziché prevenirli con piani di accoglienza preparati con gli Stati membri e soprattutto iniziative politiche che risolvano alla radice il problema.

 E’ un fatto inconfutabile che oggi le conseguenze del deterioramento della sicurezza nelle regione sono assai più serie rispetto all’inizio dell’estate. I flussi di migranti aumentano e ora un numero maggiore di paesi ne è coinvolto. Sotto la spinta dell’urgenza i Governi fanno sempre più ricorso alle beggar-my neighbor policies, scaricando i problemi sul vicino. La visione che se ne trae è cosi disarmante da indurre il Presidente della Commissione Juncker ad ammettere davanti al Parlamento europeo le gravi lacune nella volontà e capacità dell’Ue a fronteggiare un esodo di rifugiati che crea e evidenzia profonde divisioni tra i Paesi membri.

Ma per quanto, in un tardivo sussulto di orgoglio e dignità, l’Ue riuscirà a trovare una nuova base di accordo sull’accoglienza dei rifugiati, è verosimile che le future disposizione si riveleranno inadeguate rispetto ad un esodo destinato a crescere con effetti laceranti sul tessuto della solidarietà europea. E’ dunque urgente impegnare le diplomazie euro-atlantiche su di una iniziativa di pace a largo spettro, che coinvolga la Russia e i Paesi della regione. Anziché essere condannata a reagire per tamponare le conseguenze, l’Ue si farebbe promotrice di una iniziativa mirante ad agire per prevenirle, evitando in tal modo il rischio di acuire le tensioni politiche tra gli Stati membri e i dissidi tra le forze politiche al loro interno.

I tempi sono stretti; in assenza di una iniziativa forte e immediata, accadrebbe in Europa quello che l’autonominato Stato Islamico preconizza e persegue, applicando con diabolica maestria le nuove strategie dei conflitti asimmetrici , guarda caso dibattute proprio da studiosi occidentali ma non nei parlamenti nazionali né in quello europeo ; strategie che mirano a  trasferire le linee del fronte all’interno degli Stati militarmente più forti aprendo profonde spaccature nelle opinioni pubbliche e dunque nelle democrazie rappresentative. Lo ha capito bene Putin che, ancora una volta, a fronte delle sterili elucubrazioni e proclami occidentali, è entrato a « gamba tesa » ponendo, come fece in Ucraina, l’UE di fronte al fatto compiuto. Nel caso specifico, decidendo nei fatti il sostegno a Bashar El Assad con un massiccio rafforzamento della sua base a Tartous.

La mossa di Putin rende più difficile opporsi alla piena partecipazione di Bashar El Assad all’auspicabile processo di transizione in Siria. Putin vuole essere un interlocutore imprescindibile per le soluzioni di pace nella regione. Si è mosso con Bashar ma ha posto solide basi con l’Iran per un reciproco rafforzamento delle rispettive ambizioni. Un asse Mosca- Teheran- Damasco ricostituirebbe verosimilmente una direttrice Est- Ovest nel Medioriente, di cui si dovrà tener conto per ogni possibile soluzione di pace si volesse seriamente porre in atto. Senza contare che Putin cerca un punto di contatto con Erdogan che potrebbe trovare aiutando Ankara a spegnere le aspirazioni separatiste dei curdi. Tutto ciò è ormai realtà, non necessariamente negativa; anzi!

Pochi hanno notato, e nessuno ha commentato, il recente viaggio a Mosca di Re Abdallah di Giordania, del Presidente egiziano Abdel-Fattah Al Sissi e del Principe ereditario di Abu Dhabi Mohamed Bin Zayed (che tratta da tempo con l’Iran). Analisti qualificati stimano che l’incontro sia da ascrivere alla ricerca di una strategia concordata per porre fine alla guerra in Siria e preparare un « modus vivendi » con l’Ayatollah Khamenei.

Nessuno dei “Quattro”, al di là delle posizioni ufficiali vuole che la Siria diventi un’altra Libia. E qui l’occidente ha non poco da farsi perdonare a cominciare dall’ex Presidente francese Sarkozi, che ignaro delle storia del paese, ha innescato una miccia mortale in Libia e dell’ex Presidente del Consiglio italiano Berlusconi che nonostante avesse firmato con Gheddafi il Trattato di Amicizia (che prevede la reciproca rinuncia a usare i rispettivi territori per il compimento di atti ostili nei riguardi dell’altro), non è stato capace di smorzarla.

Si sarebbe potuto accogliere la proposta di « fermare gli orologi » (evitando cosi l’asserito genocidio su cui nessuno ha prodotto notizie documentate) con l’invito di Seif El Islam, il figlio del dittatore, a negoziare un cambiamento nel paese, tenendo conto della sua struttura tribale, del cui  significato sono oggi in molti ad essere coscienti.

 

Se dobbiamo dare un senso compiuto all’invocazione all’Europa del presidente del Consiglio Renzi di « ritrovare le ragioni ideali dello stare insieme », occorre andare oltre la modifica dell’accordo di Dublino e pensare a gettare le basi per porre fine alle guerre di distruzione che hanno originato e continuano ad alimentare l’esodo di migliaia di esseri umani dalla violenza e dalle persecuzioni; l’impegno è enorme ma i segnali incoraggianti non mancano.  L’approvazione del Congresso americano dell’accordo nucleare con l’Iran può aprire la via ad un ruolo più responsabile di Teheran, che già partecipa di fatto alla lotta contro il così detto Stato Islamico e che potrebbe, se incoraggiato da politiche della mano tesa delle potenze occidentali, concorrere allo stabilimento di condizioni di equilibrio nella regione.  

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Ultima modifica il Sabato, 30 Gennaio 2016 18:07

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