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Isiamed - Analisi

Isiamed - Analisi (5)

Martedì, 21 Luglio 2015 08:51

Isiamed - Analisi

L'unita analisi della situazione mediorientale e del cambio di passo che viene suggerito per propiziare la svolta verso sviluppi negoziali al diffuso stato di conflittualità, inaugura la nuova Rubrica di ISIAMED, Isiamed-Analisi. Essa è redatta dall’Ambasciatore Antonio Badini e avrà cadenza quindicinale. Ogni edizione sarà dedicata ad approfondimenti regionali, sub-regionali e di singoli Paesi in lotta contro i movimenti terroristici. L'obiettivo è di concorrere a convincere l'UE che il tempo per essa è venuto di riappropriarsi di una visione politica del suo ruolo e del suo destino, ponendo la sicurezza, e gli obblighi che ne derivano, al primo posto dell’agenda di lavoro per la salvaguardia nel mondo della democrazia, dell’equo sviluppo, dei diritti umani e della giustizia internazionale

A cura dell’Amb. Antonio Badini 

Si parla di grave crisi in Siria, ignorando che da quattro anni il popolo siriano è sottoposto ad una violenza spietata all’origine di un esodo che non ha precedenti nella sua Storia e che è secondo solo alla fuga dalla loro terra dei palestinesi.  

C’è anche chi paventa che si sta passando, sempre in Siria, da una guerra minacciata ad una vera. Uno potrebbe chiedersi dove sia andato a nascondersi lo Stato islamico e cosa abbia mai fatto l’Esercito Libero Siriano , cui oggi ci si rivolge con la locuzione, un po’ offensiva per la verità, di Forze ribelli.  

A cura dell’Amb. Badini

Qualcosa finalmente si muove a Bruxelles sul fronte dei migranti; le più recenti decisioni dei vari Consigli di emergenza hanno permesso di fare concreti passi avanti nel fronteggiare un fenomeno che ha prodotto preoccupanti crepe nella solidarietà europea. Guardando oltre la porta di casa, l’Ue è riuscita a varare anche aiuti finanziari ai Paesi, Turchia, Giordania e Libano soprattutto, per migliorare la sicurezza e contribuire al sostentamento e alle cure mediche degli sfollati da loro accolti.

A cura dell’Amb. Antonio Badini

C’è un chiaro peggioramento nella situazione mediorientale che rende urgente l’avvio di un convincente processo di consultazioni dell’occidente, e dell’Ue in particolare. L’assenza di un progetto europeo ha già prodotto seri danni. Ancora una volta si è attesa una nuova emergenza dei flussi, via terra soprattutto in questa fase, per la convocazione di un altro vertice europeo straordinario. Si continua in tal modo a rincorrere gli eventi con misure parziali e tardive  anziché prevenirli con piani di accoglienza preparati con gli Stati membri e soprattutto iniziative politiche che risolvano alla radice il problema.

Martedì, 21 Luglio 2015 08:58

Una strategia per il Medioriente

A cura di: Amb. Antonio Badini

La preoccupante situazione nel Mediterraneo e nel Medioriente con le migliaia di profughi costretti dalla violenza terrorista ad abbandonare quotidianamente le loro dimore e i loro paesi non ha ancora indotto l’Unione Europea a intraprendere alcuna seria e discernibile strategia politico-diplomatica per tentare di restituire una speranza di pace alla tormentata regione. L’Ue si è sinora limitata a rispondere parzialmente all’appello alla solidarietà tra Stati membri, reiterato a più riprese dal Governo italiano, accedendo alla riallocazione di parte dei flussi d’immigrati sbarcati sulle nostre coste.

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